Abbiamo chiesto ai protagonisti dello scorso anno di raccontare i dietro le quinte della loro esperienza all’ IBC di Memphis per vederla dal loro punto di vista:

 

Superdownhome

Reduci dalla bellissima esperienza in quel di Memphis come rappresentanti dell’Italia all’International Blues Challenge nella sezione solo/duo i Superdownhome arrivano sul palco del Deltablues ancora più carichi delle esperienze fatte oltre oceano, nella terra del blues.

Oltre al consueto confronto con tantissime realtà del blues di tutto il mondo il duo italiano ha avuto l’opportunità, grazie al lavoro di Giancarlo Trenti della Slang Music e loro manager, di farsi notare e di allacciare ottimi rapporti con artisti di levatura mondiale.

Dopo l’elettrizzante esperienza sul palco del Samantha Fish Cigar Box Guitar Festival, a New Orleans nella città della musica e dei mille colori c’è stato l’incontro con Anders Osborne che, oltre a consolidare una nuova amicizia, è scaturito in una serie di registrazioni di brani per il nuovo album. Nemmeno una brutta forma influenzale (nulla a che vedere col Covid) e la febbre alta hanno fermato Henry Sauda, che dopo qualche giorno di assoluto riposo è ritornato sulla strada assieme a Beppe Facchetti, a Trenti e a Ronnie (videomaker accorso per trasformare in immagini l’esperienza statunitense) per continuare questa avventura. Tra le serate dell’IBC e al Bluesberry Café di Clarksdale (il locale gestito da Watermelon Slim) il tempo scorre all’impazzate. Al concorso nella città adagiata sulle rive del Mississippi il duo riceve un’infinita serie di complimenti da parte degli addetti ai lavori, tutti magnificamente impressionati dalla qualità del suono dei Superdownhome, un duo che nulla a da invidiare alle tante formazioni americane. Ovviamente il tutto infarcito da momenti di puro relax turistico con le visite alla Stax Records, ai Sun Studios e a Graceland per poi tornare in Louisiana da dove tutto era iniziato. Qui Giancaarlo ed Henry devono ripartire subito per l’Italia mentre Beppe e Ronnie, accompagnati dal noto manager Collins Kirby, saranno ospiti al WWOZ e alla trasmissione “Sittin’ at the Crossroad” con Dennis J. Schalibly, meglio conosciuto come Big D, dove i due amici presenteranno la storia di questa piccola band italiana, inserita tra le grandi proprio là, nel Deep South, dove tutto ebbe inizio. Un passaggio ai mitici Dockside Studios di Maurice, Louisiana, per i missaggi dei brani del nuovo disco prima di tornare in Italia, pronti per nuove grandi esperienze, come essere sul palco del Deltablues.

 

 

 

 

 

 

Boogie Bombers

Come in uno dei migliori sogni della propria vita anche i Boogie Bombers si sono ritrovati a Memphis a rappresentare l’Italia del blues, questa volta nella sezione “band” all’ultima edizione dell’International Blues Challenge”, organizzato come di consueto dalla Blues Foundation. Il quartetto torinese – composto da Andrea “Boris” Borasco, Joele “Joe” Musso, Marco Lorandi e Simone Marrazzo –  da questo viaggio nel Profondo Sud statunitense è rientrato con ancora più vitalità e consapevolezza delle proprie qualità e mezzi, caricati anche dalla grande accoglienza e approvazione ricevuta negli States. Dopo l’arrivo ad Atlanta i Boogie Bombers – meravigliosamente “brandizzati” con giubbotti che segnalavano il loro nome – si sono trasferiti a Nashville dove hanno avuto il primo battesimo col fuoco coi palchi americani, in una delle città più importanti a livello musicale. Il Bootleggers Inn sulla Broadway è certo un debutto che lascia il segno, così come andare a registrare un brano negli storici studi Third Man Records di Jack White. Dalla Capitale della country music a quella del blues, r’n’b e del r’n’r e subito a vedere quanto è liscio il palco del King Jerry Lawler’s su quella Beale Street che non necessita alcuna presentazione. Una data di riscaldamento – e su quei palchi fa caldo per davvero – prima del debutto nella kermesse a livello mondiale all’Hard Rock Café, in una grande serata in compagnia di altre formazioni provenienti da svariate parti degli USA e del mondo, fino alla consueta jam finale, il tutto condito dagli applausi di un grande pubblico. Ma non è solo IBC e via anche verso Clarksdale dove, dopo una immancabile puntata alla Cat Head, il quartetto si trova a dividere il palco dello Shack Up Inn assieme a Erin McCawley e la sua Harrison Street Band. Suonare nell’unica vera piantagione di cotone rimasta com’era ai tempi è un’esperienza e la Hopson Plantation resterà nei cuori dei Boogie Bombers. Dopo una visita a New Orleans i quattro si spostano verso l’Alabama, invitati a suonare in quel di Birmingham in un paio di locali prima di ritornare verso la Georgia e quell’aeroporto che li riporterà in Italia pronti ancora di più a far vedere la qualità del loro sound. 

E il Deltablues queste occasioni non se le fa sfuggire di mano.

     

    


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